progetti-europei_1217Con il DL 50/2017, leggasi manovra correttiva, prosegue inesorabile il cammino verso l’europeizzazione fiscale e gli obiettivi di bilancio stabiliti.

A guidare la lotta all’evasione c’è lo Split payment ad ampio raggio, l’obbligo del visto di conformità per i crediti superiori ai 5 mila euro e le nuove modalità di pagamenti dei modelli F24.

Sul primo punto si allarga di molto la platea degli interessati comprendendo gli enti e società appartenenti alla Pa e le società quotate. Inoltre, attraverso l’abrogazione del secondo comma dell’art. 17-ter Dpr 633/72 si impone l’applicazione dello splittaggio anche ai professionisti, già soggetti peraltro all’applicazione della ritenuta alla fonte.

Dichiarazioni già inviate a parte, da oggi sarà necessario apporre il visto di conformità per poter usufruire dei crediti in compensazione per importi superiori a 5 mila euro.

Per i titolari di partita Iva non sarà più possibile utilizzare i canali “tradizionale” come l’home banking, per tutti c’è l’obbligo di utilizzo dei canali telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Qualsiasi credito si voglia compensare quindi, che sia soggetto o meno al visto di conformità, dovrà essere utilizzato mediante modalità telematiche.

Decisamente importante la stretta sulla detraibilità Iva. Dal 24 aprile il diritto alla detrazione dell’Iva potrà essere esercitato fino all’invio della dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto è sorto. Precedentemente era possibile detrarre l’imposta fino all’invio della dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui era sorto il diritto. Tralasciando le complicazioni normative sorte in merito ai tempi del diritto di detrazione, la norma è in linea con gli stringenti adempimenti in merito alle Comunicazioni trimestrali dei dati delle fatture e delle liquidazioni. Di certo ora più che mai risulta ancora più importante la possibilità introdotta dal DL 193/2016 di presentare dichiarazioni a favore entro i termini per l’accertamento!

La manovrina stringe anche sull’Ace (Aiuto alla Crescita Economica) diminuendo il beneficio attraverso una riduzione del tasso di rendimento nozionale e tramite una riduzione dell’arco temporale di riferimento, restringendolo l’aumento patrimoniale solo dal quinto esercizio precedente all’anno del calcolo.

Il DL contiene un’ulteriore definizione agevolata delle liti pendenti davanti all’Agenzia delle Entrate, ma i tempi da prendere in considerazione sono quelli delle costituzioni in giudizio già avvenuta al 31 dicembre 2016. La procedura va effettuata entro il 30 settembre prossimo.

In tema di definizione agevolata il DL specifica che dal momento di presentazione della domanda di adesione (modello DA1) il Durc potrà essere ottenuto, sempre che ne ricorrano tutti gli altri presupposti di legge. Un’importante norma di risoluzione che definisce una vicenda ad ora di lago interesse e di non chiara soluzione.

Presi in considerazione dalla manovra anche i limiti della mediazione, i tetti delle esecuzioni, i premi di produzione, il crowdfunding per le srl, la cedolare secca per le locazioni turistiche, patent box e tranfer price che seppur ad interesse di una platea più ristretta rientrano sempre negli obiettivi di globalizzazione del legislatore.

Che ben vengano quindi norme che portano il cittadino europeo ad una maggiore certezza del diritto tributario e che di fatto limitano l’evasione.

Quello che ci si attende però, considerazioni civiche e politiche a parte, è che tutte queste norme di semplificazione e armonizzazioni tra stati non vengano sempre fatte a spese del contribuente, che ad oggi per ha l’onere di fornirsi, per la normale routine lavorativa, di ulteriori nuovi programmi, standard operativi rivisti, nuovi software e professionisti aggiornatissimi ai quali sono costretti a rivolgersi sempre più frequentemente.